BUSINESS

IL BOOM DELL’ONLINE

Con lo spegnersi dello stimolo dato dall’euforia, e con l’aumento della disoccupazione,
è prevista una riduzione dei consumi

USA

Luglio 2020

Di SOFIA CELESTE

È presto per prevedere in che modo la pandemia da Covid-19 impatterà sulle vendite dei prossimi 12 mesi. In un primo momento il blocco commerciale ha indotto un calo dei prezzi al dettaglio dell’abbigliamento e dei beni in generale, con una conseguente crescita a due cifre delle vendite online, sia negli Usa che nel resto del mondo. L’effetto ha coinvolto anche le aziende medio-piccole, che hanno registrato un aumento stellare delle vendite nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Tuttavia, lo scemare dello stimolo dato dall’euforia e l’aumento della disoccupazione, fanno prevedere una riduzione nella fiducia e nella capacità di spesa dei consumatori. L’ultimo studio sul lusso di Bain &Co prevede una contrazione tra il 20 e il 30% per l’intero 2020 con una ripresa attesa per il 2022 e il 2023.

Nel medio/breve periodo, piuttosto che ai nomi e alle aziende, dovremo prestare attenzione alle ondate e alle tendenze che modificheranno il settore del lusso come lo conosciamo oggi. Scienza, tecnologia, abbigliamento e cosmetica si stanno unendo come mai prima, dando vita a sinergie per creare un’industria più ecosostenibile. Marchi noti come Levis, New Balance, Nike stanno aprendo la strada in questo senso, mentre marchi emergenti come Reformation e Everlane stanno dimostrando che valori come la sostenibilità, l’etica e la trasparenza sono importanti per il mercato del lusso.

Macy’s Courtesy photos

STREET & FASHION

LA CAPACITA’ DI SPESA

Crescono le collaborazioni tra nuovi marchi e i brand dello sport  

USA

Luglio 2020

Poiché sempre più americani lavorano da casa, in abiti comodi, con il conseguente aumento dello stile casual per l’uomo e per la donna, assistiamo alla crescita delle collaborazioni tra marchi emergenti e i brand dello sport.

Il modo di vestire nelle strade al tempo del Covid avrà un forte impatto sullo stile streetwear, condizionato come è dalle tecnologie anti-virus, che assecondano le preoccupazioni del consumatore, e dall’uso ormai normale di mascherine, guanti e visiere in ambienti esterni. I marchi dello streetwear stanno assecondando questa tendenza.

Nell’identificare i segmenti della moda più in voga, l’accessibilità è il fattore chiave. Le scelte dei consumatori dell’area demografica compresa tra i 18 e i 24 anni, per esempio, continueranno a essere guidate dalla capacità di spesa e questa sarà, a sua volta, condizionata dalla situazione occupazionale. I marchi dell’athleisure e sportivi continueranno ad avere successo nelle calzature dato che sempre più adolescenti e adulti mettono in secondo piano le macchine e i costi connessi per investire in scarpe di qualità.

DKNY Halsey Hero Ad Campaign

SOSTENIBILITA’

ANCORA TANTA STRADA DA FARE

Oggi possiamo solo sperare che le aziende di tutto il mondo raggiungano i propri obiettivi sostenibili

USA

Luglio 2020

La pandemia da Covid-19 ha dato al mondo un’irreale tregua sulle preoccupazioni ambientalistiche.  Probabilmente quanti hanno potere di spesa vorranno viaggiare di più dopo il lungo isolamento in cui hanno potuto sognare nuove avventure. Probabilmente stanno già prenotando le vacanze estive. Quanti, al contrario, non hanno potere di spesa troveranno sollievo a casa con gli amici o in mezzo alla natura.

Purtroppo, la sostenibilità non è mai stata una preoccupazione per l’amministrazione Trump, ma un’analisi più attenta rivela come i governi dei singoli stati abbiano messo in campo molte iniziative. Un esempio è quello del Massachusetts dove l’MIT (il Massachusetts Institute of Technology) e l’Istituto no profit Advanced Functional Fabrics of America (AFFOA), suo partner, hanno dato vita a un progetto che ha rivoluzionato la manifattura tessile dello Stato e che ha risollevato le sorti di un piccolo centro come Fall River. Con la collaborazione di scienziati e ingegneri dell’MIT, vecchie aziende e laboratori stanno trasformando le fibre e i tessuti tradizionali in sofisticati strumenti e sistemi integrati e collegati.

In generale, credo che la strada per sensibilizzare ed educare il consumatore medio ai temi della sostenibilità sia ancora lunga negli Stati Uniti. Il gap tra la generazione dei baby boomer, figli dell’eccesso, e i millennials, è troppo ampio; i più informati e preoccupati per il futuro di figli e nipoti sono invece le persone di mezza età. Oggi possiamo solo augurarci che le industrie di tutto il mondo raggiungano i propri obiettivi in termini di sostenibilità entro il 2025 e che l’industria della moda inverta la tendenza allo spreco perché non è possibile confidare solo sul consumatore medio per rendere il mondo migliore.

New Balance Courtesy photo

CELEBRITA’ & INFLUENCER

LA CAPACITA’ DI RACCONTARE

Racconti e stili di vita dedicati al benessere e alla sostenibilità saranno vincenti

USA

Luglio 2020

I principali influencer con il gusto del racconto e con vite dedicate al benessere e alla sostenibilità saranno ancora più vincenti nel 2020 e per gli anni a seguire – soprattutto gli over 35 il cui potenziale di influenzare la generazione ultraquarantenne, quella con il vero potere di spesa nel lusso, è più incisivo.

Tra le influencer più importanti che cresceranno troviamo Gwyneth Paltrow e Jessica Alba con i loro milioni di follower, Alicia Silverstone, che ha recentemente lanciato la sua linea di erboristeria biologica, Susan Yara, beauty blogger e commentatrice americana-coreana-messicana che informa i suoi oltre 191 milioni di follower sui prodotti, i loro componenti chimici e i loro risultati.

Altre, come la mondana ereditiera e imprenditrice Aerin Lauder, la guru del lifestyle India Hicks e Rebecca de Ravanel dell’eponimo marchio di gioielleria e abbigliamento, ammalieranno i consumatori con il loro stravagante senso di distacco dalla realtà che emana dalle loro pagine social, dalle loro famiglie e dalle loro esperienze.

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