BUSINESS

RISULTATI INATTESI

La moda UK guarda avanti mentre il mondo cambia

UK

Luglio 2020

Di JANET PRESCOTT

Il confronto con la nuova realtà post Covid-19, con la Brexit e con le mutate condizioni commerciali da esplorare, rappresenta per gli specialisti del fashion britannici un evento fortemente dannoso ma con degli esiti del tutto inattesi.

L’industria tessile della lana e dei pettinati, altamente specializzata, ha investito in nuove tecnologie ed elaborazione dati. È stata inoltre considerata inaspettatamente vincente, per il 2021 e oltre, l’accelerazione della collaborazione a distanza tra le griffe, le case di moda e le sartorie di alta gamma.

I rivenditori stanno elaborando nuove strategie per smaltire le grandi quantità di stock invenduti, accumulati durante la pandemia, attraverso i metodi più efficienti per raggiungere i clienti online e alla riapertura dei negozi.

La London Fashion week ha enfatizzato un nuovo modello di business per la moda ungender. I modelli sartoriali di Dashing Tweeds sono un esempio.

Abito rosso in tessuto formale che rivoluziona il tradizionale look Britannico, di The Deck London, London Fashion Week.

Gessato The Deck London, London Fashion Week

STREET & FASHION

ECLETTISMO POST-LOCKDOWN

Il lavoro a distanza stimola la nascita di un mix di stili individuale

UK

Luglio 2020

Lo stile eclettico post-lockdown si impone a scapito dei classici e il lavoro a distanza ha portato il consumatore a inventare un mix di stili individuale. Durante l’inattività forzata hanno acquisito importanza l’abbigliamento per il tempo libero e le scarpe sportive.

Lo dimostra la tendenza dei giovani londinesi o di quanti tornano al lavoro a Londra e in altre grandi città a utilizzare delle combinazioni inusuali, come abiti lunghi a stampa floreale, abiti campagnoli in stile puritano, lunghe gonne a pieghe portate col tacco o con le sneakers, oppure pantaloni militari portati con tacchi altissimi.

L’uomo ritrova un’energia stile anni ’60 nella barba e nei capelli lunghi, nei colori esuberanti, nelle stampe in lino, nei cotoni floreali e nella seta. Il potere dei marchi resta invariato ma con livelli di prezzo differenti: Reiss, Gucci, Alexander McQueen, H&M, Roksanda, Faithfull the Brand, Adidas Converse, Nike, Asos, Loro Piana, Zegna, Burberry.

L’artigianalità e il “fai da te” hanno registrato un boom durante l’isolamento, tanto che le previsioni per il 2021 lasciano intravvedere una moda curiosa di esplorare effetti rustici, matericità e “stili imperfetti”.

81GB community clothing Jurassic Shirt in verde mimetico, London Fashion Week

E. Tautz, London Fashion Week

Fiona O’Neill Lookbook, London Fashion Week

SOSTENIBILITA’

IL RITORNO A CASA DELLE PRODUZIONI

Sempre più produttori considerano un ritorno in patria

UK

Luglio 2020

La sostenibilità acquista sempre più importanza per i marchi della moda; cresce la consapevolezza nei clienti, i giovani chiedono fibre naturali e informazioni sulla catena produttiva.

La de-globalizzazione e le crescenti fonti di approvvigionamento sostenibile locale sono due fattori a monte della scelta di riprendere le produzioni all’interno dei confini nazionali. Un esempio è il movimento “Make it British” guidato da Kate Hills. La situazione creata dal Covid-19 e la sostenibilità sono le motivazioni principali che spingono ancora più imprenditori a ricorrere al reshoring.

La bicicletta è il mezzo di trasporto prediletto in città che sta lanciando l’abbigliamento sportivo e gli accessori adatti a ogni clima.

Ad esempio, le borse chic da bici di Ally Capellino. Secondo Caroline Rush, A.D. del British Fashion Council e Presidente dell’Institute for Positive Fashion, “Nei momenti di crisi si deve cogliere l’opportunità di immaginare un futuro nuovo….la moda ha una voce potente.

Le fibre e i tessuti naturali sono i protagonisti della storia della sostenibilità. Lo stesso Principe Carlo, già 10 anni fa, ha fondato la Campaign for Wool, con al centro la sostenibilità, che ha avuto un successo mondiale. A Davos 2020 ha dichiarato “Immaginiamo il nostro mondo attraverso le lenti dei mercati sostenibili, con le persone e il pianeta al centro della creazione del valore globale.

Come risposta sartoriale alla street culture londinese, Samuel Ross ha lanciato A-Cold-Wall* nell’autunno 2015. Ross ha studiato disegno grafico a illustrativo, crea abiti con grafici artigianali per un’urbanità estrema.
Foto: The Woolmark Company

Cappotto in cashmere di Matteo Bigliardi, London Fashion Week

Fiona O’Neill, il surrealismo nelle fibre di lusso, London Fashion Week

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